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venerdì, maggio 31, 2013

SESSO 2013: un americano su due ammette di averlo fatto con un collega

Un americano su due ha avuto rapporti sessuali con colleghi di lavoro:stando infatti ad un sondaggio condotto e pubblicato dal sito statunitense BusinessInsider.com, il 54% degli americani ha avuto rapporti sessuali con colleghi.

Non solo: il 64% ci ha provato e non sempre ci è riuscito, il 74% ha ricevuto attenzioni che oscillavano tra l’eros e il romanticismo e l’85%pensa che nel fare sesso in ufficio non ci sia proprio nulla di male.

Gli americani quindi ricercano eros e affetto dai colleghi e spesso proprio sulposto di lavoro; attenzione però a non rivelare la scappatella:  il 92% degli intervistati da Business Insider infatti pensa che sia bene che gli altri colleghi, specialmente i superiori, non vengano a sapere niente di liaison nate in ufficio.

Poca fiducia poi per quanto riguarda i rapporti con un superiore: il 64%degli intervistati pensa che un manager farebbe meglio a non avere rapporti con i subordinati. Ovviamente questa è spesso una delle tipologie direlazioni più diffuse; del resto si sa, alle ‘relazioni pericolose‘ è molto difficile resistere.

Gli americani dunque, da bravi stakanovisti, considerano l’ufficio un luogo a‘luci rosse‘: il 90% delle persone infatti ha confessato di aver provato attrazione per un collega o una collega, mentre l’84% ha sognato di intrattenersi in rapporti sessuali con altri dipendenti.

Via|Unionesarda

martedì, agosto 31, 2010

Fare sesso a pagamento non conosce crisi – Aumentano i prezzi delle prestazioni

Sesso, Soldi, e Sangue continuano ad essere le tamatiche più popolari in internet. Parlare di queste tematiche è garantirsi un pubblico “interessante”. Ecco, qui trovate qualcosa interessante!

La crisi ha toccato profondamente le tasche degli italiani e molti settori economici del Paese, ma sembra che la prostituzione sia in controtendenza e anzi il mercato del sesso a pagamento ha registrato anche un incremento dei prezzi delle prestazioni, fino al 40%. Uno dei motivi è la "crociata" contro le squillo in strada lanciata da alcune amministrazioni locali. La notizia è emersa da un'indagine del Codacons realizzata in tre città italiane, Roma, Milano e Napoli.

Nell'ultimo anno le operatrici del mestiere più antico del mondo hanno dovuto aumentare i prezzi per reagire al divieto e ai controlli sulle strade. Ma se nel 2010 i costi sono lievitati "soltanto" del 40% dalla ricerca emerge che già con l'introduzione dell'euro i prezzi erano aumentati quasi del 150%. Numeri da capogiro che fanno ben comprendere perché il sesso a pagamento non conosca momenti di crisi e anzi si evolva, grazie anche alle nuove tecnologie con prestazioni che vanno da 30 euro fino a 500.

Connessioni a banda larga, web-cam, internet sui telefonini, video hot online hanno preso il posto degli annunci cartacei. Inoltre la cacciata dalle strada messa in atto, o minacciata, da alcune amministrazioni locali, ha fatto tornare di gran moda ricevere i clienti con discrezione in casa e ha contribuito al proliferare dei "centri massaggi".

Un altro dato da segnalare è l'assalto dalla prostituzione cinese: il 40% delle "offerte" è rappresentato da donne cinesi, solo il 25% da italiane. Nel 20% dei casi si tratta di donne provenienti dall`est, nel 12% sudamericane e nel restante 3% di altre nazionalità. Sono soprattutto Roma e Milano a sancire il primato delle prostitute con gli occhi a mandorla, mentre a Napoli prevalgono ancora, seppur di poco, gli annunci di italiane.

L`ascesa delle cinesi, quasi sempre donne tra i trenta e i quaranta anni, che applicano delle tariffe davvero concorrenziali, sta dando nuova linfa al mercato. Le "operaie" cinesi del sesso, meno avvenenti delle colleghe dell`est e meno curate di chi riceve in appartamento, hanno dalla loro la dedizione al lavoro e un`organizzazione del business studiata ed efficiente.

QUANTO COSTA UNA PRESTAZIONE?
In media, considerando le tre città prese in esame, molto diverse tra loro quanto a gusti e abitudini, si va dai 30/40 euro per una "sveltina" con una orientale in un bugigattolo travestito da centro massaggi in periferia e con la stessa cifra si abbordano le ragazze dell`est rimaste ancora in strada e si consuma in macchina. Con 50/60 euro si ottiene, invece, un`ambiente un po` più decoroso ma sempre con solo mezzora a disposizione con orientali o ragazze dell`est. Si sale a 100/150 euro se si preferisce un`italiana o una sudamericana, con le quali intrattenersi più a lungo in appartamento.

Le tariffe dei presunti centri massaggi, vanno maggiorate del 50% per avere a disposizione tre quarti d`ora e del 100% per poter fare qualche "giochino", previo accordo, con la ragazza. Per portarsi a casa una delle poche che ancora si prostituiscono in strada si deve pagare il doppio del prezzo e obbligatoriamente poi riaccompagnarla sul posto di lavoro una volta finita la prestazione.

Ma è quando si decide di varcare la soglia di un appartamento di un`italiana, o di una sudamericana, che si deve mettere in conto il rischio di spendere quasi un intero stipendio. Infatti, in queste alcove d`amore tutto ciò che va oltre una normale prestazione sessuale sul letto fa lievitare la tariffe: 20% in più per consumare la prestazione in un posto della casa insolito e scomodo per chi vi ospita, 30% per fare la doccia in sua compagnia, 50% per la seconda prestazione (e 25% per le successive), 100% per ogni "giochino" fino a 500 euro per l`intera notte, previo accordo numero fisso di atti sessuali.

CHI SONO I CLIENTI
Possono essere divisi in tre fasce di età: il 25% ha tra i diciotto e i venticinque anni, il 45% tra i venticinque e i cinquant`anni e il 30% oltre i cinquanta. Gli ultracinquantenni prediligono andare a trovare le professioniste nei loro appartamenti, mentre sempre più giovani, prima attratti dal richiamo della strada, stanno scoprendo i piaceri dei centri massaggi. (Apcom)