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sabato, gennaio 22, 2005


Ormai è sabato
La gente cambia posti…
I giovani cercano il luogo più vicini per divertirsi
Gli anziani resteranno a casa vedendo la tv o giocavando
Macchiavele o altri giochi…
Tanti lavoratori si sposteranno
In cerca di riposo
E noi giovani… hummmmmmmm
Studenti ci stiamo preparando
Per gli esami.

Ok… ecco i miei auguri a tutti.
Buona preparazione
in bocca lupo

Francis PAC
Francis*PAC

venerdì, gennaio 21, 2005

Hummmmmm

Hummmmmmm non vedo l'ora di rivedere la fufa...
bacini ea abbracci alla dolce donna del cuore...
behhhhhh

Per oggi vedo che i cambiamenti sono positivi!!!

Okkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk
per oggi è tuttto... penso che tanto è cambiato e nel futuro le cose cambieranno ancora di più. un forte abbraccio a tutti i ragazzi e un bacino alle ragazze!!!

IL GIORNO DEL PRESIDENTE

Il testo del giuramento

"Giuro solennemente di esegure fedelmente i compiti di Presidente degli Stati Uniti, e di fare tutto quanto mi è possibile per salvaguardare, proteggere e difendere la Costituzione": questa la formula del giuramento presidenziale statunitense, la stessa dai tempi di George Washington, che la pronunciò il 30 aprile del 1789 nella Federal Hall di New York.

Nell'originale inglese - articolo II, Sezione Prima della Costituzione - il giuramento consta di 35 parole "I do solemnly swear (or affirm) that I will faithfully execute the office of President of the United States, and will to the best of my ability, preserve, protect and defend the Constitution of the United States."

George W. Bush, come da tradizione, ne ha aggiunte altre quattro: "So help me God", 'con l'aiuto di Dio', che pur facendo parte di altre formule tradizionali come il Pledge of Allegiance non è previsto dall'articolo della Costituzione americana che riporta il testo da pronunciare.

Il giuramento viene reso alla presenza del giudice più anziano della Corte Suprema: attualmente l'incarico di Chief Justice è ricoperto da William Rehnquist, alla sua quinta cerimonia di insedimento presidenziale.

Nell'ultimo secolo si sono avute tuttavia tre eccezioni: nal 1901 Theodeore Roosevelt giurò nella sua casa di Buffalo di fronte ad un magistrato della Corte Suprema dello Stato, dopo l'assassinio di William McKinley; nel 1923 Calvin Coolidge si avvalse del padre notaio per giurare nella sua abitazione di Plymouth dopo la morte improvvisa di Warren Harding; nel 1963 infine toccò a Lyndon Johnson prestare giuramento nelle mani di un giudice distrettuale texano a bordo dell'Air Force One, il giorno stesso dell'omicidio a Dallas di John F. Kennedy.

giovedì, gennaio 20, 2005

Infuria su Internet battaglia tra hacker serbi, croati e albanesi

Serbi croati e albanesi tornano a combattare con armi tecnologiche, ma stavolta incruente: una guerra senza successione di colpi si è scatenata fra gli hacker.

In nome di uno scherzoso nazionalismo gli hacker dei Paesi balcanici si sono impeganti a violare i rispettivi siti internet.

L'episodio che ha dato fuoco alla miccia della guerra virtuale è stato il veto delle autorità croate all'ingresso nel paese del giocatore di basket serbo Milan Gurovic. Il campione del Partisan di pallacanestro ha tatuato sul braccio un ritratto del generale Dragoslav Mihajlovic, controverso comandante dei "cetnici" durante la Seconda Guerra Mondiale e figura particolarmente invisa ai croati.
La decisione di Zagabria che aveva scatenato molte proteste in Serbia, ha spinto molti tifosi del Partisan ad attaccare il sito web della sciatrice Janica Kostelic, campionessa di combinata. L'assalto volveva essere solo simbolico e non ha creato grossi danni: per qualche tempo, sullo schermo è apparsa una celebre poesia serba "Otadzbino" (Madrepatria) con la dicitura "Questo è per Gurovic". Il tutto in lettere cirilliche, tanto per creare qualche complicazione in più.
I croati sono passati subito al contrattacco: con le stesse modalità, sul sito del Partisan è apparso il messaggio "Janica, gli hackers croati sono con te".

La controffensiva di Belgrado a quel punto ha scelto un target politico: la pagina internet dell'organizzazione "Legioni nere", un'associazione di estrema destra croata che si rifà agli ustascia degli anni '40. Il messaggio stavolta era una domanda provocatoria: "Dove si nasconde Ante Gotovina?", principale latitante croato del Tribunale penale internazionale (Tpi) per il conflitto degli anni '90. Poi, per moderare i toni della battaglia informatica, i sorbi sono anche entrati nel sito della città di Zagabria e alla pagina dedicata ai film in proiezione hanno aggiunto una nota che recitava "Cari saluti dalla Serbia".

I croati a quel punto hanno assaltato la chat-line "Serbianchat", rispondendo con "Cari saluti dalle legioni nere: Gotovina sta chattando con (Radovan) Karadzic e (Ratko) Mladic", i principali latitanti serbo-bosniaci del Tpi. Fin qui, la lotta è stata solo una sfida fra geni informatici tesi a dimostrare la loro bravura nel superare le barriere di protezione dell'avversario, ma senza creare danni permanenti.

Come è destino dei conflitti balcanici, però, la guerra si è subito allargata, con l'ingresso in campo degli hacker albanesi. I nuovi belligerani hanno usato la mano pesante: hanno totalmente distrutto il sito della Chiesa ortodossa serba dedicato al monastero di Pec, in Kosovo, culla del Patriarcato serbo.
Al posto delle pagine dedicate al complesso religioso è apparso un poster con la scritta "il Kosovo sarà indipendente dalla Serbia".

Da "Il Piccolo" giornale di Trieste del 18/01/2005

Quindici milioni di mine ancora disseminate in Angola

Sono 900 le mine anti-persona e 7.000 gli ordigni inesplosi di vario calibro fatti brillare negli ultimi due anni: lo ha annunciato l’Istituto nazionale per la rimozione di ostacoli e congegni esplosivi (Inarce), i cui dati si riferiscono a un’area bonificata di 34.890 metri quadrati nella provincia di Bie, nell’Angola centrale.


Tra poco, fanno sapere i vertici dell’Inarce, gli artificieri potranno cominciare a lavorare allo sminamento e alla rimozione degli ordigni inesplosi anche intorno e sopra la cosiddetta ‘Collina della morte’, dove sarà costruito un enorme cimitero nel quale troveranno pace i resti delle 35.000 vittime della battaglia di Kuito, combattuta tra le forze governative e quelle ribelli dell’Unita (Unione nazionale per l’indipendenza totale dell’Angola) tra il 1992 e il 1994.

I tempi per lo sminamento dell’area saranno molto lunghi, fanno sapere i responsabili dell’Istituto, poiché non esistono mappe utili a localizzare la disposizione delle mine in un’area grande almeno 240.000 metri quadrati. Nel Paese vi sono oltre 2.000 campi minati o contaminati da ordigni inesplosi.

A soffrire le conseguenze di questa realtà sono soprattutto i civili, che rappresentano il 75% delle vittime di incidenti riconducibili a deflagrazioni di residuati bellici. L’ufficio per gli affari umanitari dell’Onu (Ocha) ha calcolato che in Angola sono disseminate quasi 15 milioni di mine su una popolazione di 10 milioni di persone, la più alta concentrazione al mondo, che rende improduttivo un terzo del Paese.

L’ex colonia portoghese detiene anche il primato di un amputato ogni 334 abitanti, per un totale di circa 70.000 vittime, delle quali circa 8.000 hanno meno di 15 anni. Ai ritmi attuali, è stato calcolato che occorrerà più di un secolo per bonificare le aree minate in tutta l’Angola durante il conflitto che tra il 1975 e il 2002 ha provocato oltre mezzo milione di morti.[LL]

Angola, 18/1/2005


lunedì, gennaio 17, 2005

Quale Roma si vuole?


QUALE ROMA SI VUOLE?


Oh!!!
Oh cacca…!!!
Ma perché la gente assiste senza niente fare nel giorno dopo giorno la decadenza di un servizio pubblico molto importante [Il trasporto in Roma] e niente fa?
In questi giorno sto vivendo delle autentiche delusione… ogni passo che faccio resto sbalordito. Vedere in una Italia, paese Europeo, presente tra i G8, che ha donato più di 100 milione di € agli sfollati dell’Asia, che ogni giorno non perde l’opportunità di affermare che è un paese ricco – il trasporto che fa ritardo di più di un’ora. E questo l’introduzione.
Nella zona dove abito Monte Mario - 15 minuto da S. Pietro, quindi dal centro il placare che segnala gli orari dei treni non funziona dal 5 dicembre 04 circa. I treni sono sempre in ritardo… da quando sono in Italia non mi ricordo di prendere il treno in quella stazione nell’ora giusta. Ed in questi giorni sta peggiorando. Sta peggiorando a tal punto che sopprimo dei treni quando tu non aspetti e perdi tanti appuntamenti con questa pratica.
Ce secondo me la gente deve parlare. La gente manifestar la sua idea sulla gestione della cosa pubblica. Dive si vuole arrivare?
Quale Roma si vuole? Quale Italia si sta cercando? Perché le ferrovia sono altro casino più serio. Quando scendo al sud… li vedo cosa è disorganizzazione. In altri scritti vi racconterò.
Se la gente non parla allora il paese scenderà del rango che sempre afferma di avere. Non sarà più un paese sviluppato, ma andrà tra i paesi in via di Sviluppo, che gli alcuni italiani ed europei godono chiamare terzo mondo – una pazzia esistente il loro testa.
Dai ragazzi, è l’ora di svegliarsi, di scrivere, di parlare di manifestare dissenso.
Guardate i pulman, gli espressi, tu aspetti loro nella ferma e per 50 minuti non passa nessuno… quando meno aspetti passano due o tre insieme. Che palle, questo succede soltanto in Italia. In Germania non, in Francia non, in UK non… in Portugallo paese che detesto ed è meno sviluppato che Italia queste cose sono meglio organizzate.
Comunque amo l’Italia… è un bello paese, che purtroppo se la gente si sta sedendo e menefregando delle cose basiche.
Va beh… per oggi è tutto.